martedì 8 febbraio 2011

Ophelia nell'arte, nella poesia e nella canzone


( Jules Joseph Lefebvre, Ophelia)

C'è del rosmarino, che significa ricordo - ti prego amore, ricorda -
e ci sono le viole, che stanno per i pensieri.

(W. Shakespeare - Amleto, atto IV, scena V)

Shakespeare, si sa, amava le donne.
Le sue opere sono costellate da splendidi ritratti di grandi personaggi femminili: Porzia, l’astuta principessa de ‘Il mercante di Venezia’, Titania, la capricciosa regina delle fate in ‘Sogno di una notte di mezza estate’, Desdemona, la donna tradita di ‘Otello’, l’intrepida Viola de ‘La dodicesima notte’. E ancora, l’indomabile Catherine de ‘La bisbetica domata’, l’amorevole forza di Cordelia in ‘Re Lear’, l’impareggiabile Lady Machbet, Giulietta, che sfida il buon nome della famiglia per amore …
Sono tante, e sono caratterizzate, quasi tutte, da una singolare astuzia e indipendenza, o da una grande forza interiore.
Poi, ci sono i casi come quello di Ophelia.
Ophelia, ingenua e delicata come un fiore, uno di quei fiori che si diverte a cogliere ed intrecciare un’ultima volta, prima della fatale morte che la attende sotto le spoglie di un ramo di salice troppo esile per sostenere il suo peso, che si spezza lasciandola cadere in un fiume dalle acque torbide
Ophelia, resa folle dall’amore.
Un personaggio fragile e limpido. Deluso e disperato.
Eppure, nonostante l’apparente semplicità, è proprio lei la donna shakesperiana più misteriosa.
La più raffigurata, la più decantata, la più…amata, al punto che pittori, poeti e cantautori si sono più volte cimentati con il suo personaggio, con il suo sguardo vacuo e indifferente, segnato da un dolore troppo grande e impossibile da comprendere.
Ophelia, che leggiadra coglie fiori, senza sapere che presto riposerà sul letto del fiume.

(John Everett Millais, Ophelia)


C'è un salice che cresce di traverso
ad un ruscello e specchia le sue foglie
nella vitrea corrente; qui ella venne,
il capo adorno di strane ghirlande
di ranuncoli, ortiche, margherite
e di quei lunghi fiori color porpora
che i licenziosi poeti bucolici
designano con più corrivo nome
ma che le nostre ritrose fanciulle
chiaman "dita di morto"; ella lassù,
mentre si arrampicava per appendere
l'erboree sue ghirlande ai rami penduli,
un ramo, invidioso, s'è spezzato
e gli erbosi trofei ed ella stessa
sono caduti nel piangente fiume.
Le sue vesti, gonfiandosi sull'acqua,
l'han sostenuta per un poco a galla,
nel mentre ch'ella, come una sirena,
cantava spunti d'antiche canzoni,
come incosciente della sua sciagura
o come una creatura d'altro regno
e familiare con quell'elemento.
Ma non per molto, perché le sue vesti
appesantite dall'acqua assorbita,
trascinaron la misera dal letto
del suo canto ad una fangosa morte.

(W. Shakespeare - Amleto atto IV, scena VII)

(Paul Albert Steck, Ophelia)

(Carl F. W. Trautschold, Ophelia)

(Richard Redgrave, Ophelia)

(James Sant, Ophelia)

(Pascal Adolphe Jean Dagnan, Ophelia)

Ofelia
I
Sull'acqua calma e nera, dove dormono le stelle,
come un gran giglio ondeggia la bianca Ofelia,
ondeggia lentamente, stesa fra i lunghi veli...
- Dalle selve lontane s'odono grida di caccia.
Son più di mille anni che la triste Ofelia
passa, bianco fantasma, sul lungo fiume nero.
Son più di mille anni che la sua dolce follia
mormora una romanza alla brezza della sera.

Il vento bacia i suoi seni e dischiude a corolla
i grandi veli cullati mollemente dalle acque;
I salici frusciando piangono sulla sua spalla,
sull'ampia fronte sognante si chinano le canne.
Le ninfee sfiorate le sospirano intorno,
ella risveglia a volte, nel sonno di un ontano,
un nido da cui sfugge un piccolo fremer d'ali:
- un canto misterioso scende dagli astri d'oro.
II
O pallida Ofelia, bella come la neve!
Tu moristi fanciulla, da un fiume rapita!
- I venti che precipitano dai monti di Norvegia
ti avevano parlato dell'aspra libertà;
e un soffio, sconvolgendo le tue folte chiome,
all'animo sognante portava strani fruscii;
il tuo cuore ascoltava il canto della Natura
nei gemiti delle fronde, nei sospiri delle notti;
l'urlo dei mari in furia, come un immenso rantolo,
spezzava il tuo seno acerbo, troppo dolce ed umano;
ed un mattin d'aprile, un bel cavaliere pallido,
un povero folle si sedette muto ai tuoi ginocchi!
Cielo! Amore! Libertà! Qual sogno, mia povera folle!
Tu ti scioglievi a lui come la neve al sole:
le tue grandi visioni ti strozzavan la parola
- e l'Infinito tremendo smarrì il tuo sguardo azzurro!
III
Ed il poeta dice che ai raggi delle stelle
vieni a cercar, di notte, i fiori che cogliesti;
e d'aver visto sull'acqua, distesa fra i lunghi veli
la bianca Ofelia ondeggiare come un gran giglio.

(Arthur Rimbaud)


(Arthur Hughes, Ophelia)

(Eugene Delacroix, The death of Ophelia)


(Georges Jules Victor Clairin, Ophelia)

(Henry Gervex, Ophelia)

(Annie Ovenden, Ophelia)

(Henry Nelson O'Neil, Ophelia)

"...Now Ophelia, she's 'neath the window
For her I feel so afraid
On her twenty-second birthday
She already is an old maid

To her, death is quite romantic
She wears an iron vest
Her profession's her religion
Her sin is her lifelessness
And though her eyes are fixed upon
Noah's great rainbow
She spends her time peeking
Into Desolation Row..."

(Bob Dylan - Desolation row)



(John William Waterhouse, Ophelia - disegno preparatorio)

(John William Waterhouse, Ophelia)

(John William Waterhouse, Ophelia)

(John William Waterhouse, Ophelia)

(John William Waterhouse, Ophelia)

(Joseph Kronheim, Hamlet act IV -scene i Ophelia gathers flowers by the stream)

(W.G. Simmonds, The Drowning of Ophelia)

(Alexandre Cabanel, Ophelia)

(Antoine Auguste Ernest Hebert, Ophelia)

(Arthur Prince Spear Ophelia)

(Pierre Auguste Cot, Ophelia)


Francesco Guccini



8 commenti:

  1. Ophelia è un personaggio a parer mio con una storia molto intrigante. E penso che a oggi Shakespeare sia, per me, l'unico in grado di aver descritto al meglio la storia di questo disperato personaggio. Complimenti per il post sempre incantevole.
    Andrea

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  2. L'Amleto è la mia opera preferita di Shakespeare e Ofelia è il personaggio femminile che preferisco in assoluto, persino più di Giulietta. Bellissimo post, brava!

    ;-)

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  3. Meravigliosa carrellata di parole ed immagini per un soggetto che è una vera evocazione dell'essenza femminile! :)
    Baciotti, cara!

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  4. Ho letto l'Amleto tanti anni fa in biblioteca e Ophelia mi è rimasta nel cuore fin da subito. Bellissimo post e ho sempre amato il quadro di John Everett Millais.

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  5. Mi hai regalato un momento di bellezza e di magia.
    Per questo, grazie infinite, ne avevo bisogno..^^
    la Zia Artemisia

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  6. @Andrea, grazie! Ho fatto un giretto sul tuo blog, sta venendo proprio bene, se hai bisogno di una mano non farti problemi^^
    @Silvia, si, Ophelia è sempre piaciuta molto anche a me, insieme a Porzia sono le mie due eroine shakespeariane preferite!
    @Claire, grazie!
    @Moira, grazie, anche io amo quel quadro...un po' tutta l'arte preraffaellita a dire il vero!
    @Zia Artemisia, sono onorata dalle tue parole, perchè solitamente sei tu che regali sempre un po' di magia a me!

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  7. Bellissimo il tuo blog molto interessante hai fatto rivivere un po di magia a chi viene a trovarti.
    http://magiedielfo.blogspot.com/

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  8. Bello il tuo blog... a proposito di Ofelia c'è anche una canzone di Lara Martelli.

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